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“Voglia di Natale” – Le Pastorelle

Le Pastorelle: i canti di Natale della Città delle Fiaccole

prima-degli-anni-70Sono i canti tradizionali della sera delle Fiaccole. Il 24 dicembre, la notte della Vigilia di Natale, mentre il fuoco delle Fiaccole riscalda la fredda aria invernale, le voci dei cittadini di Abbadia San Salvatore si levano al cielo nelle Pastorelle, canti religiosi ma di estrazione popolare che avvicinano gruppi di persone a cantare in compagnia nell’attesa della mezzanotte.

“Siam felici tutti quanti
Ch’è tornata l’allegria,
da ogni parte e da ogni via
lode a Dio si sente alzar.

Con Giuseppe e con Maria
Per la grazia del Signor,
cantiam tutti in compagnia
viva il nostro Redentor.”

Così recita una delle Pastorelle più celebri, racchiudendo nelle parole e nel suo testo l’essenza di questo straordinario momento di ritrovo nel quale, da moltissimi anni, per una notte, la notte di Natale, tutti i problemi, le preoccupazioni e le avversità della vita di tutti i giorni vengono lasciati alle spalle. La notte delle Fiaccole si canta in spensieratezza.

E del resto se le Fiaccole hanno una tradizione millenaria, molto antica è anche la storia delle Pastorelle.

“Dopo la guerra per ridare vigore alla festa la Proloco organizzò i premi per le squadrette che cantavano di più, non meglio, ma in durata. […] Quando i gruppi si incrociavano a volte si fondevano in un unico coro oppure si davano la ‘Disturna’, ossia si improvvisava una gara e vinceva chi innalzava in cielo la Pastorella con il tono più squillante e robusto”. Si legge sul libro “Le Fiaccule” (edito Effigi 2005, a cura di Giuseppe Sani), a testimonianza di un’usanza che si ritrova ancora molti anni addietro.

Col tempo la tradizione delle Pastorelle ha visto novità e piccoli mutamenti e, accanto alle voci, ecco aggiungersi strumenti musicali acustici e gli immancabili zampognari. Ma tutto questo non fa che aggiungere bellezza e suggestione a quello spettacolo nello spettacolo che sono i piccoli gruppi che in compagnia si spostano da una fiaccola all’altra, con i loro libretti tra le mani, a cantare spensierati in quella straordinaria notte di pace e serenità.

 

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