Autunno

La castagna e l’Amiata: storia di un popolo e della sua terra

12088521_526910750805274_944150653324595950_nÈ una storia antica quella della castagna sul Monte Amiata, vecchia almeno quanto le popolazioni che qui vivono da secoli e che proprio alla castagna hanno da sempre legato la loro esistenza.

Per moltissimi anni la castagna ha rappresentato la principale risorsa per il sostentamento della gente di montagna che lavorava questo frutto autunnale, estremamente particolare, in moltissimi modi, realizzando attorno ad esso un poliedrico e ricco corollario di ricette, capace di sfruttare la castagna dal salato al dolce, dal contorno alla farina. In mezzo a tutto questo stanno i prodotti oggi più conosciuti in tutto il mondo: le caldarroste (qui meglio note come “Gogliuli”), il castagnaccio, i necci, la polenta dolce di castagne, la marmellata di marroni e molto altro ancora, fino alle più moderne sperimentazioni che hanno visto la nascita della birra alla castagna, dei succhi e degli snack.

Ma perché la castagna del Monte Amiata è così buona? Tutto dipende da un fattore unico, introvabile in altri luoghi: il vulcano. L’Amiata è infatti un vulcano sopito da lungo tempo, ma i terreni sui quali crescono i suoi castagneti sono particolarmente adatti alla prosperità e allo sviluppo di questa pianta. Sviluppandosi tra i 350 e i 1000 metri sul livello del mare, i castagneti possono arrivare a produrre fino ai 1800 kg di castagne per ettaro.autumninmountainù

Una risorsa così grande e importante ha sempre visto, storicamente, una particolare attenzione da parte delle popolazioni che attorno ad essa hanno costruito la propria storia. Quel “Pan di legno e vin di nuvoli” (Viaggio al Monte Amiata; G. Santi 1795), come lo definivano i boscaioli che si nutrivano quasi esclusivamente di polenta di castagne e acqua, andava protetto. Per questo motivo già a partire dal ‘300 si ha testimonianza di statuti e norme emanati dalle comunità amiatine per proteggere e regolamentare gli utilizzi del castagno, lo sfruttamento del suo legname e la raccolta dei suoi frutti. Un magnifico sodalizio tra uomo e terra.

Oggi la castagna dell’Amiata e il Marrone Amiatino rappresentano un’eccellenza gastronomica che si sta affermando sempre di più a livello nazionale e internazionale con il riconoscimento anche dell’Identificazione Geografica Protetta.

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