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Figli del fuoco: come tutto nacque dall’eruzione di un vulcano

Se fossimo appena un po’ più vecchi ed avessimo la veneranda età di 400.000 anni di cose da raccontare ne avremmo davvero tante. Se poi avessimo vissuto in Toscana potremmo raccontare di aver visto il maestoso vulcano del Monte Amiata, attivo in tutto il suo splendore.

Nessuno di noi ha però la sfortuna (o la fortuna…) di aver vissuto nel Pleistocene, per cui possiamo solo immaginarcelo l’Amiata, potente e regale mentre, con pazienza, anno dopo anno, plasma tutto in torno a sé quello che diventerà uno dei paesaggi più belli al mondo. Già, perché ciò che oggi resta dell’infernale scenario di cenere, lava e lapilli è una montagna lussureggiante, circondata dalla bucolica campagna delle verdi colline della Val d’Orcia e dalle vaste pianure della Maremma e della Val di Chiana e ovunque prosperano fauna e flora, la vita segue i ritmi della natura e permette la nascita di prodotti DOCG, IGT e di altissima qualità e calde acque termali sono attrattiva per migliaia di turisti. Insomma, dal rosso del fuoco al verde e all’azzurro della natura, dall’inferno al paradiso.

Ma è proprio il fuoco della montagna ad aver attirato e generosamente accolto attorno a sé i suoi numerosi figli, permettendo lo sviluppo della civiltà in queste terre sin dai tempi preistorici, fino a diventare “Montagna Sacra” per gli Etruschi e poi ad attraversare l’intera storia dell’uomo sino ai giorni nostri. Vegliando maestosa e placida, testimone di un paradiso nato dal fuoco. 

 

 

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