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La Bibbia Amiatina. La “Madre di tutte le Bibbie”

1Si chiama Bibbia Amiatina (o Codice Amiatino I) ed è il codice miniato, scritto tra la fine del VII secolo e gli inizi dell’VIII che è il più antico e completo testimone della Bibbia nella sua versione latina, alla quale segue il testo dei Vangeli. Composta di 1030 carte membranacee, misura 540 x 345 x 253 millimetri e pesa circa 50 chili.

Si legge nel sito dell’Abbazia di San Salvatore:

“Da un esemplare proveniente dalla biblioteca del monastero di Vivarium, in Calabria, fondato da Cassiodoro nel 540, due abati dei monasteri di Wearmouth – Jarrow in Northumbria, Ceolfrith e Benedict Biscop, fecero eseguire tre copie, delle quali la Bibbia Amiatina è l’unica superstite. Portato a Roma in dono al pontefice Gregorio II, pervenne, per ragioni sconosciute, al Monastero del SS.mo Salvatore al Monte Amiata tra la fine del IX e gli inizi del X secolo, quando ressero il monastero quattro Abati con il nome di Pietro. Si spiega così come all’inizio della Bibbia vengono cambiate le parole: “Ceolfridus Anglorum” con “Petrus Longobardorum” e “Corpus” e “Petri” sostituite con “Cenobium” e “Salvatoris”. Il codice rimase chiuso nell’armadio delle reliquie del monastero fino alla soppressione leopoldina del 1782, salvo una breve permanenza a Roma (1587-1591) dove fornì la base dell’edizione sisto-clementina della Bibbia. Nel 1785 fu assegnato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze dove i Medici prima e i Lorena poi avevano concentrato le più rilevanti testimonianze librarie della cultura occidentale”.

La struttura imponente del codice, la sua pregevolezza e antichità hanno imposto una rigorosa conservazione, rendendone difficile la consultazione, l’esposizione e la realizzazione di una copia fedele. Oggi, grazie a moderne strumentazioni tecnologiche il codice, dopo essere stato scucito, è stato riprodotto su diapositive che sono servite alla realizzazione di un fac simile a grandezza naturale che è tornato nel Museo dell’Abbazia.

La Bibbia Amiatina originale resta alla Biblioteca Medicea Laurenziana.

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